Nella suggestiva cornice di Santa Maria della Spina, gioiello dell’arte gotica pisana, e in corso la mostra di arte contemporanea di Matteo Tenardi, “Litomachìe”. (4-26 febbraio 2023)
L’artista toscano con le sue opere a grandezza naturale ai lati della chiesa, ritrae i soggetti nell’atto di lanciare una pietra, una sorta di battaglia dei sassi, evocando la violenza e il dominio, ma allo stesso tempo una testimonianza e un ricordo. Il legame fra l’uomo e la pietra sin dall’antichità ne ha scandito il cammino, i lanci di pietra hanno fatto partire le rivoluzioni, secondo Tenardi continuare a lanciare pietre è un gesto necessario, come l’artista dice:



“Lanciare un sasso nello stagno è una locuzione
che rimanda all’idea di compiere un primo gesto originario
della propagazione di onde, che lentamente portano
nella superficie dell’acqua una memoria di quell’azione iniziale
che adagio va ad affievolirsi finché ritorna nella sua stasi immobile.
E’ necessario continuare a lanciare pietre allora,

che sia verso uno stagno o altrove,
perché la memoria di un gesto primigenio non vada perduta”

MATTEO TENARDI



https://www.arte-sanlorenzo.it/artisti/matteo-tenardi/


Santa Maria della Spina



Il tempio, eretto nel 1230 dalla famiglia Gualandi, si chiamava in origine Santa Maria di Pontenovo, per via del ponte che collegava via Sant’Antonio a via Santa Maria, crollato poi nel XV secolo. Il nome Spina deriva dal fatto che conservava una spina che avrebbe fatto parte della corona indossata da Gesù alla sua esecuzione e portata qui nel 1333, ma custodita dal XIX secolo, nella chiesa di Santa Chiara.
La chiesa fu soggetta a numerosissimi interventi di restauro dovuti al cedimento del terreno e alla vicinanza del fiume Arno alle cui sponde era stata edificata.
Infine, dopo l’unità d’Italia, il consiglio comunale e una commissione formata da membri dell’Accademia di Belle Arti decisero lo smantellamento e la ricostruzione dove fosse più stabile e sicura. I lavori, guidati dall’architetto Vincenzo Micheli, iniziarono nel 1871 e terminarono nel 1875. Questo intervento spostò l’edificio di alcuni metri verso est e lo innalzò di un metro. Tuttavia nello smontaggio ci furono estese distruzioni di materiali marmorei (molti frammenti sono oggi nei depositi del Museo nazionale di san Matteo)
Una particolarità è che la chiesa di Santa Maria della Spina, come tutti gli oratori dedicati ai ponti, è sempre stata amministrata dal Comune, tranne alcune parentesi nel XVII e XVIII-XX secolo in cui l’amministrazione ricadde sotto l’ospedale.
Attualmente l’ambiente interno della Chiesa viene utilizzato per ospitare mostre di arte contemporanea

https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_Santa_Maria_della_Spina


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